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Sotto ogni tombino si nasconde un corso d’acqua

Tutto quello che viene gettato nei tombini finisce nei nostri fiumi e laghi: l’inquinamento causa la morte di pesci e danneggia la nostra salute.

Da molti anni assistiamo all’inquinamento delle acque del nostro Paese. Questo danno ambientale è spesso causato da scoli di vario genere che, attraverso i tombini destinati alle acque chiare, si riversano nei nostri fiumi e laghi.

 

I tombini destinati alle acque chiare vengono utilizzati per far defluire l’acqua piovana, che spesso poi finisce in un lago o in un fiume. Di conseguenza, molti inquinamenti sono causati dal lavaggio, dal risciacquo, dallo svuotamento o, peggio ancora, dallo scarico deliberato in prossimità di questi tombini o attraverso gli stessi.

 

Questi atti sono penalmente perseguibili. Nella maggior parte dei casi tali inquinamenti potrebbero e dovrebbero essere evitati. Sono spesso causati da negligenza. Ricordiamo che ogni individuo va ritenuto responsabile nel momento in cui è causa di inquinamento.

 

La legislazione sull’acqua è lì a ricordarcelo.

 

Divieto di inquinare

 

«È vietato introdurre direttamente o indirettamente o lasciare infiltrarsi nelle acque sostanze che possono inquinarle.»

 

Legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) del 24 gennaio 1991 (Stato 1° febbraio 2023), art. 6, capoverso 1.

 

«Ognuno è tenuto ad usare tutta la diligenza richiesta dalle circostanze al fine di evitare effetti pregiudizievoli alle acque.»

 

Legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) del 24 gennaio 1991 (Stato 1° febbraio 2023), art. 3.

 

Nei nostri ambienti sono presenti numerosi tombini

Sono indispensabili e servono a far defluire rapidamente l’acqua piovana. La maggior parte di essi convoglia l’acqua direttamente in un fiume o in un lago.

 

Per questo ci si appella alla responsabilità di ognuna e di ognuno: nessuna sostanza diversa dall’acqua deve essere sversata attraverso i tombini per le acque chiare.

 

Le conseguenze ambientali sono disastrose. I biotopi naturali danneggiati da questo inquinamento hanno bisogno di mesi o addirittura anni per ritrovare un equilibrio.

 

Ecco solo alcuni esempi:

 

Pulizia degli spazi esterni

Il tetto e la terrazza di una casa sono stati puliti con un prodotto contenente cloro: sversamento attraverso un tombino per le acque chiare: danni al patrimonio ittico per una distanza di circa 1 chilometro, con 135 trote morte.

 

Lavaggio auto

Lavaggio di un’auto sopra un tombino: schiuma saponata nel fiume, microinquinanti persistenti nell’ambiente.

 

Pulizia di attrezzi da pittura

Pulizia dei pennelli in una fontana: 650 metri di fiume colorati di bianco e inquinati.

 

Svuotamento di una piscina

Svuotamento di una piscina contenente acqua clorata: 75 pesci morti su una distanza di oltre 1,2 chilometri.

 

Sversamento dei liquidi di lavorazione del cemento

Un impianto per il trattamento delle acque di cantiere viene rimosso senza autorizzazione: sversamento dei liquidi di lavorazione del cemento nelle tubature delle acque chiare. Ogni forma di vita nel letto del fiume viene distrutta, i pesci asfissiati per quasi 3 chilometri.

 

Risciacquo di attrezzi fitosanitari

Nebulizzatori contenenti dei prodotti fitosanitari lavati in prossimità di un tombino: sversamento di diserbanti o insetticidi nel fiume, compromettendo la fauna e la flora acquatica. Presenza a lungo termine di microinquinanti dannosi per l’ambiente.

 

I costi delle misure prese secondo la presente legge sono sostenuti da chi ne è la causa

 

Legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) del 24 gennaio 1991 (Stato 1° febbraio 2023), art. 3a

 

Come previsto dalla Legge federale sulla protezione delle acque (LEaux) del 1991, i trasgressori sono soggetti a procedimento penale e alle sanzioni previste dall’articolo 70 della legge.

 

Le pene possono essere pesanti:

  1. È punito con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque, intenzionalmente: illecitamente, direttamente o indirettamente, introduce nelle acque, lascia infiltrare oppure deposita o spande fuori dalle acque sostanze atte a inquinarle e con ciò provoca un pericolo d’inquinamento delle acque (art. 6);
  2. Se l’autore ha agito per negligenza, la pena è una pena pecuniaria fino a 180 aliquote giornaliere.

Legge federale sulla protezione delle acque (LPAc) del 24 gennaio 1991 (Stato 1° febbraio 2023), art. 70, capoversi 1 e 2.


Tutti e tutte possiamo e dobbiamo adottare dei comportamenti corretti:

  • Utilizzare acqua priva di prodotti per la pulizia di balconi, terrazze, tetti, ecc.
  • Acquisire consapevolezza dei pesticidi e degli altri prodotti chimici che si utilizzano in giardino, sui balconi, nei campi e sulle colture.
  • Seguire scrupolosamente le istruzioni d’uso dei prodotti impiegati.
  • Pulire i contenitori, le attrezzature per la pittura e la muratura e le irroratrici in luoghi adeguati.
  • Svuotare i secchi contenenti detergenti nei lavandini o nei servizi igienici interni.
  • Evitare gli sversamenti e i ruscellamenti senza controllo
  • Raccogliere l'olio usato, i residui di vernice e altri prodotti nocivi e portarli al centro di raccolta dei rifiuti.
  • Lavare le auto in aree apposite.

I Prodotti biodegradabili

  • Attenzione all’etichetta “biodegradabile” sulle confezioni, può trarre in inganno!
  • Anche i prodotti “biodegradabili” non dovrebbero mai essere versati negli scarichi delle acque chiare! Inquinano e uccidono la flora e la fauna, proprio come gli altri prodotti.
  • Rilasceranno sicuramente meno sostanze chimiche e microinquinanti una volta degradati dagli impianti di depurazione, motivo per cui il loro utilizzo è consigliato per l’interno delle abitazioni (casa, cosmetici, ecc.). Devono seguire il circuito delle acque reflue.

Per rimanere sempre aggiornati seguite il canale Whatsapp: Comune di Losone.

Lunedì 23 Marzo 2026Ritorna

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