Dal 2024, Servizio fitosanitario cantonale ha confermato la presenza del punteruolo nero del fico in alcune zone del Mendrisiotto. Si tratta di un coleottero asiatico (origine: Giappone, Cina e Taiwan), appartenente alla famiglia dei Curculionidi.
Sebbene non si tratti di un organismo da quarantena, il punteruolo nero del fico è un insetto temuto in particolare dai vivaisti, perché si diffonde facilmente tramite gli scambi commerciali. È già presente in Francia e in buona parte dell’Italia, dov’è stato segnalato per la prima volta nel 2005 proprio da un vivaista che ha notato dei danni alla base di giovani piante in vendita.
Piante colpite e danni:
Solitamente attacca le piante del genere Ficus spp., rappresentando quindi una grave minaccia per il fico comune, Ficus carica.
Gli adulti si nutrono infatti di gemme, foglie e infruttescenze, defogliando le piante e rendendo invendibili i frutti.
Le larve di questo insetto invece si sviluppano all’interno della pianta scavando numerose gallerie nel legno sottocorticale, compromettendone la vitalità. I sintomi di un simile attacco mostrano dapprima un deperimento generale che può sfociare alla morte dell’albero. Il processo di deterioramento viene inoltre accelerato da altre infezioni, in particolare fungine, che trovano una via facilitata di penetrazione dalle gallerie e dai fori di emersione degli adulti.
Ciclo:
La durata del ciclo è annuale. Gli adulti svernanti fuoriescono dagli interstizi della corteccia o dalle radici del fico in primavera per cibarsi e accoppiarsi. In seguito, le femmine depongono le uova singolarmente nella corteccia dell’albero, all’altezza del colletto o delle radici affioranti. Ogni femmina è in grado di deporre fino a 200 uova durante la sua esistenza, da cui nascono le larve che iniziano a svilupparsi, scavando delle gallerie all’interno del tronco. In questa fase si possono notare delle colature di rosura bagnata di colore aranciato che fuoriescono dalla corteccia. Una volta adulti, i coleotteri emergono dalla corteccia per andare a nutrirsi di giovani germogli, foglie e frutticini, attività che svolgono prioritariamente di notte. Durante il giorno tendono a nascondersi nella vegetazione, alla base del tronco.
Cosa fare:
In generale si consiglia, in particolare ai proprietari di piante di fico, di monitorarne la base dei tronchi alla ricerca di fori di sfarfallamento o rosura e di liberarli dalla presenza di edera o altra vegetazione. In caso di ritrovamenti sospetti, contattare tempestivamente il Servizio fitosanitario cantonale.
Vista la sua capacità di diffusione, riportiamo alcuni consigli di gestione:
- Monitoraggio e prevenzione
Controllare accuratamente i fichi e cercare l’eventuale presenza degli adulti o dei segni di attività larvale. Per limitare l’ovideposizione alla base della pianta è possibile coprire l’area del colletto con un telo o una rete molto fine. In caso di sospetta presenza, bagnare abbondantemente il terreno e spruzzare acqua nei fori di sfarfallamento in modo da spingere gli adulti a fuoriuscire dal tronco per catturarli.
2 Segnalazione
In caso di ritrovamenti sospetti, contattare il Servizio fitosanitario allegando delle fotografie dei sintomi e/o degli insetti e indicando il luogo esatto del ritrovamento.
Mail di contatto: servizio.fitosanitario@ti.ch.
3 Lotta
Attualmente non esistono prodotti fitosanitari omologati per combattere questo insetto, la cattura manuale degli adulti risulta quindi il metodo più efficace.
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Foto: Punteruolo nero del fico, foto Luca Driutti