Di cosa si tratta
La peste suina africana (PSA) è una malattia provocata da un virus, che pur non essendo pericoloso per le persone, è altamente contagioso e letale per cinghiali e maiali domestici. Viene costantemente monitorata e attualmente è stata rilevata a circa 50 chilometri dal confine sud del Canton Ticino. Le autorità invitano la popolazione a prestare particolare attenzione alle raccomandazioni per ridurre i rischi di trasmissione del virus.
Come si trasmette
Si trasmette per contatto diretto fra animali, indirettamente tramite contatto con superfici contaminate (mezzi di trasporto, stivali, strumenti, ecc.) oppure tramite scarti di carne contaminata smaltiti nella natura. Il virus rimane attivo per mesi, fino ad un anno, nell'ambiente e nelle carni o nelle carcasse di animali infetti. Le attività umane sono le principali responsabili della diffusione della malattia, sulle lunghe distanze.
Raccomandazioni di comportamento per la popolazione
L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) raccomanda ai privati di fare particolare attenzione, perché il virus è veicolato anche tramite equipaggiamento e mezzi di trasporto. Per evitare la trasmissione:
- È vietato foraggiare gli animali selvatici (pastura).
- È vietato foraggiare i suini con resti alimentari.
- Tutti i resti di cibo devono essere smaltiti in modo che NON siano accessibili ai cinghiali.
- Al rientro da una regione colpita dalla PSA è vietato portare con sé dai territori colpiti provviste per il viaggio (carne e insaccati).
- Evitare qualsiasi possibilità di contatto tra maiali domestici e cinghiali.
- Segnalare il ritrovamento di carcasse di cinghiali (tel. 091 814 41 08 oppure per e-mail: pestesuina@ti.ch, oppure 117 fuori orario d'ufficio e nei giorni festivi).
Raccomandazioni per i cacciatori
Inoltre, alle cacciatrici e ai cacciatori si raccomanda anche di:
- Evitare i viaggi venatori in Paesi in cui la malattia è presente. Da queste zone è vietato importare trofei e prodotti a base di carne suina (maiale e cinghiale).
- In caso di possibile contatto con il virus, lavare gli indumenti (min 70°C), pulire e disinfettare l'attrezzatura e il veicolo. In caso di presenza di un cane, lavare l'animale con uno shampoo a base di clorexina.
- Evitare di recarsi in allevamenti di suini dopo aver cacciato. I cacciatori detentori di suini devono prestare la massima attenzione per ridurre il rischio di contagio.
Raccomandazioni per gli allevatori
Alle allevatrici e agli allevatori si raccomanda inoltre:
- Le recinzioni devono essere costruite in modo tale da impedire il contatto con suini selvatici. È richiesta la costruzione di una doppia recinzione con una distanza minima tra le due barriere di almeno 1.5 metri.
- È vietato foraggiare i suini con resti alimentari.
- Mettere in atto misure di costante lotta alle specie nocive come topi e ratti.
- Gli oggetti d'uso, il foraggio, il materiale per la lettiera devono essere conservati in modo da non essere raggiungibili agli animali selvatici.
- Introdurre nuovi animali unicamente se provenienti da aziende registrate e sicure, attuando misure di biosicurezza durante il trasporto.
- Limitare l'entrata in azienda al personale strettamente necessario. Vietare l'accesso alla stalla a persone estranee.
- Prevedere un abbigliamento dedicato all'interno dell'allevamento (stivali, tuta da lasciare sul posto, eventuali usa e getta). Accedere alla stalla solo con indumenti e stivali puliti e idonei.
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