La palma di Fortune (Trachycarpus fortunei) è giunta in Europa dalla Cina nei secoli scorsi e grazie al clima favorevole, ha trovato terreno fertile anche nei giardini e parchi della Svizzera italiana.
La sua diffusione riduce la biodiversità locale, creando delle monocolture molto fitte, in concorrenza con la vegetazione indigena. I suoi semi vengono raccolti dagli uccelli e trasportati in altre aree naturali, come boschi o zone golenali.
La sua propagazione danneggia il bosco e il suo ringiovanimento. Inoltre, indebolisce la funzione propria dei boschi di protezione a causa dell'assenza di radici profonde. Le fibre presenti sul fusto sono poi facilmente infiammabili e aumentano il rischio di incendio.
Misure di contenimento della palma
Per evitare l’espansione delle specie invasive nei nostri boschi, lungo le golene e in altre aree non private, l’Ordinanza federale sull’emissione deliberata nell’ambiente (OEDA) disciplina che chiunque ne possieda degli esemplari deve procedere con delle misure di contenimento.
Come intervenire per contenere la diffusione della palma di Fortune
Rimozione delle palme
La misura più efficace per contenere la diffusione delle palme è la rimozione delle stesse. Un taglio sotto la gemma di crescita (circa 1 m sotto la punta) o alla base del fusto impedisce la ricrescita della pianta. Le piante piccole devono, invece, essere estirpate manualmente.
Taglio dei fiori
Un’altra misura di contenimento è il taglio delle infiorescenze di colore giallo durante i mesi primaverili, prima della produzione dei frutti.
I fiori possono essere smaltiti nel bidone del verde.
I frutti devono essere smaltiti nei sacchi blu RSU oppure, in grandi quantità, presso un impianto di compostaggio professionale.
Questa operazione è da ripetere ogni anno e a dipendenza dell’altezza della palma può essere piuttosto onerosa.
Piante alternative
La palma di Fortune può essere sostituita con delle piante locali a favore della biodiversità come ad esempio:
- il corniolo (Cornus mas),
- il nocciolo (Corylus avellana)
- il viburno (Viburnum lantana)
oppure con altre specie di palme non invasive come la palma delle Canarie (Phoenix canariensis), la palma da vino cilena (Jubaea chilensis) o la palma blu del Messico (Brahea armata).
Per informazioni o approfondimenti
dt-spaas.neobiota@ti.ch
www.ti.ch/neobiota